Luogo: Sermoneta Indirizzo: Sermoneta Telefono: 0773/30013 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Abbazie e Certose Sito web: Non consultabile! Visitata: 8770 volte
Descrizione dell'abbazia
Questo Monastero venne fondato nell'VIII secolo da monaci greci. Nel XIII esso passò sotto il controllo dell'Ordine dei Templari, che lo restaurò e lo tenne fino al proprio scioglimento, agli inizi del XIV secolo, quando l'Abbazia divenne proprietà dei Cistercensi, che provenivano dal Convento di Santo Stefano di Valvisciolo, a Carpineto Romano, che era stato distrutto. Una leggenda, legata al periodo templare del complesso abbaziale, narra che quando l'ultimo Gran Maestro dell'Ordine fu posto al rogo, una crepa si aprì nell'Abbazia. In effetti, ancor oggi l'architrave del portale principale d'ingresso, si presenta crepato. Diversi stilemi decorativi, tipici dei Templari, sono disseminati in tutta l'architettura abbaziale: la caratteristica croce, sul primo gradone del pavimento della Chiesa e sul soffitto del Chiostro, il simbolo esoterico, adottato dall'Ordine di cavalieri, del quadrato assieme alla triplice cinta, che orna i muretti e le colonne del Chiostro. Per quanto riguarda l'Ordine cistercense che ivi risiedette, esso pure provvide ad un restauro degli edifici. Venne aggiunta all'originaria dedica della Chiesa a San Pietro, quella a Santo Stefano, patrono dell'Abbazia di origine dei monaci. Nei secoli, furono diverse le comunità monastiche che si alternarono in questa sede, finchè, nel 1864, dopo un lungo periodo di abbandono, i Cistercensi fecero ritorno a Valvisciolo, per volere di Papa Pio IX. Il tempio ha un impianto a tre navate e presenta uno stile molto semplice, che mischia il romanico al gotico. L'interno contiene affreschi di Nicolò Circignani, detto il Pomarancio, che risalgono al XVI secolo. Il Chiostro, a pianta quadrangolare, con doppie colonnine sormontate da capitelli corinizi, è particolarmente pregevole.