Luogo: Ganna Indirizzo: Ganna Telefono: 0332/994532 Giorni per visitarlo: Domenica Tematica: Pievi Sito web: Badia di San Gemolo ... Visitata: 4198 volte
Descrizione dell'abbazia
Le origini della Badia di San Gemolo sono legate ad un evento miracoloso, infatti si narra che intorno ai primi decenni dell'anno Mille un giovane diacono di nome Gemolo, mentre accompagnava lo zio Vescovo in un pellegrinaggio verso Roma, fu fermato e decapitato da un gruppo di briganti. Presto avvenne il miracolo: dopo essere stato ucciso, Gemolo cavalcò con la sua testa in mano fino a fermersi nel luogo dove oggi sorge l'Abbazia, o secondo altre versioni in una piccola Chiesa dedicata a San Michele. Gemolo venne sepolto in questo luogo e dopo poco fu santificato. L'Abbazia fu probabilmente fondata sul finire del XI secolo in un luogo strategico e protetto dagli Arcivescovi ambrosiani. La comunità benedettina che vi era insediata decise di associarsi all'Abbazia di Fruttuaria, influenzata dalla riforma cluniacense, anche per assicurarsi il controllo di parte della fascia alpina. Durante gli ultimi decenni del XII secolo San Gemolo dovette salvaguardare la propria indipendenza dalla casa madre di Fruttuaria, arrivando ad un accordo: la Badia potè ospitare nuovi monaci ed eleggere i propri priori liberamente ma dovette ricevcere ogni volta la conferma dall'abate. Lo splendore di San Gemolo cominciò a declinare intorno alla seconda metà del Quattrocento, in quanto l'allargamento delle proprietà e l'aumento dei beni rese l'Abbazia un bottino alquanto ambito. La famiglia Sforza mantenne l'Abbazia, dopo averla ottenuta in commenda, per circa mezzo secolo. Un altro duro colpo si verificò nel 1511 quando l'edifico venne incendiato dalle truppe svizzere, dopo essere stato saccheggiato. A questo spiacevole evento seguirono dei lavori di ristrutturazione e delle lotte per la nomina a commendatario, con il risultato che la comunità monastica cominciò progressivamente ad estinguersi. Nel 1556 San Gemolo fu donato all'Ospedale Maggiore di Milano, che nel corso dell'Ottocento si disfò dei beni della Badia e nel 1894 vendette anche gli edifici. L'Abbazia fu recuperata grazie ai lavori di resturo promossi prima dall'Associazione degli Amici della Badia di San Gemolo, fondata nel 1971 e poi dalla Provincia di Varese. L'architettura della Badia è espressione del potere feudale che ha esercitato nei secoli passati, come si vede dalle mura fortificate e dalle torri. Durante l'epoca romanica furono costruite le parti più importanti del complesso, dalla Chiesa Abbaziale al Campanile e al Chiostro pentagonale, la cui pianta è inusuale e praticamente inedita. La facciata della Chiesa è molto semplice ed è stata rifatta in epoca barocca mentre l'interno è diviso in tre navate, realizzate in tempi diversi: la navata centrale è sormontata da una volta a botte, mentre quelle leterali da volte a crociera. L'interno custodisce inoltre affreschi risalenti a periodi diversi, tra il XIII e il XV secolo, che ricordano l'antico splendore della Badia.
Orari: da marzo a ottobre la domenica dalle 14.30 alle 17.30. Durante gli altri mesi ingresso a richiesta per i gruppi. Ingresso gratuito.