Monastero di Santa Maria Alborense - San Benedetto - Grosseto
Luogo: Grosseto Indirizzo: Parco Naturale della Maremma Telefono: 000-000000 Giorni per visitarlo: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato, Domenica Tematica: Conventi e Monasteri Sito web: Monastero di Santa Maria Alborense - San Benedetto ... Visitata: 1555 volte
Descrizione dell'abbazia
Il complesso è composto dalle costruzioni utilizzate dai monaci benedettini e dalla Chiesa. Il monastero viene attestato per la prima volta in un documento databile al 1101 e la sua costruzione può essere fatta risalire al XI secolo. I Benedettini lasciarono il Monastero nel XIII secolo e questo venne concesso ai priori gerosolimitani di Pisa da parte di Clemente V, nel 1307, per poi venire abbandonato del tutto nel Cinquecento. Del Monastero, gravemente distrutto nel Quattrocento dai Senesi durante le battaglie con Grosseto, sono attualmente visibili alcuni resti. La Chiesa, edificata nel periodo tra l'XI e il XII secolo, è composta da un'unica navata, che presentava una copertura di volte a crociera, da un transetto con tre absidi e da una cupola circolare. A ridosso del lato nord dell'edificio si trova un muro merlato nella parte superiore, risalente al Trecento, quando il monastero venne adibito a fortilizio. Il portale della facciata è sormontato da un arco decorato con un intreccio di rami e grappoli di vite. Internamente la Chiesa doveva presentare un pavimento di mosaici, suggerito dal ritrovamento di alcuni tasselli di marmi policromi. Sempre trecentesca è la torre di forma quadrata, chiamata dell'Uccellina, edificata dalla famiglia degli Abati, di Grosseto, quando volle rendere il complesso una fortezza. Il campanile quadrato, di trentuno metri di altezza, venne realizzato sempre durante la trasformazione in fortificazione, come denuncia la rimanente merlatura in cima. Venne, probabilmente, terminato in un periodo diverso, come si ricava dalla successione di aperture che partendo da una feritoia, passa ad una monofora e una bifora, ma termina, in modo inconsueto, in una grande monofora che spezza la serie.